Luoghi di culto mariano

Come dice il Concilio, «Maria ... per la sua intima partecipazione alla storia della salvezza ..., mentre viene predicata e onorata, chiama i credenti al Figlio suo, al suo sacrificio e all'amore del Padre».

Perciò in qualche modo la fede di Maria, sulla base della testimonianza apostolica della Chiesa, diventa incessantemente la fede del popolo di Dio in cammino: delle persone e delle comunità, degli ambienti e delle assemblee, e infine dei vari gruppi esistenti nella Chiesa. È una fede che si trasmette ad un tempo mediante la conoscenza e il cuore; si acquista o riacquista continuamente mediante la preghiera. Perciò, «anche nella sua opera apostolica la Chiesa giustamente guarda a colei che generò Cristo, concepito appunto dallo Spirito Santo e nato dalla Vergine per nascere e crescere anche nel cuore dei fedeli per mezzo della Chiesa». 

Oggi che in questo pellegrinaggio di fede ci avviciniamo al termine del secondo Millennio cristiano, la Chiesa, mediante il magistero del Concilio Vaticano II, richiama l'attenzione su ciò che essa vede in se stessa, come «un solo popolo di Dio..., radicato in tutte le nazioni della terra», e sulla verità secondo la quale tutti i fedeli, anche se «sparsi per il mondo, comunicano con gli altri nello Spirito Santo», sicché si può dire che in questa unione si realizza di continuo il mistero della pentecoste. Nello stesso tempo, gli apostoli e i discepoli del Signore in tutte le nazioni della terra sono assidui nella preghiera insieme con Maria, la madre di Gesù» (At 1,14). Costituendo di generazione in generazione il «segno del Regno», che non è di questo mondo, essi sono anche consapevoli che in mezzo a questo mondo devono raccogliersi con quel Re, al quale sono state date in eredità le genti (Sal 2,8), al quale il Padre ha dato «il trono di Davide, suo padre», sicché egli «regna per sempre sulla casa di Giacobbe, e il suo regno non avrà fine». In questo tempo di vigilia Maria, mediante la stessa fede che la rese beata specialmente dal momento dell'annunciazione, è presente nella missione della Chiesa, presente nell'opera della Chiesa che introduce nel mondo il Regno del suo Figlio. Questa presenza di Maria trova molteplici mezzi di espressione al giorno d'oggi come in tutta la storia della Chiesa. Possiede anche un multiforme raggio d'azione: mediante la fede e la pietà dei singoli fedeli, mediante le tradizioni delle famiglie cristiane, o «chiese domestiche», delle comunità parrocchiali e missionarie, degli istituti religiosi, delle diocesi, mediante la forza attrattiva e irradiante dei grandi santuari, nei quali non solo individui o gruppi locali, ma a volte intere nazioni e continenti cercano l'incontro con la Madre del Signore, con colei che è beata perché ha creduto, è la prima tra i credenti e perciò è diventata Madre dell'Emanuele. Questo è il richiamo della Terra di Palestina, patria spirituale di tutti i cristiani, perché patria del Salvatore del mondo e della sua Madre. Questo è il richiamo dei tanti templi che a Roma e nel mondo la fede cristiana ha innalzato lungo i secoli. Questo è il richiamo di centri come Guadalupe, Lourdes, Fatima e degli altri sparsi nei diversi paesi, tra i quali come potrei non ricordare quello della mia terra natale, Jasna Góra

Si potrebbe forse parlare di una specifica «geografia» della fede e della pietà mariana, che comprende tutti questi luoghi di particolare pellegrinaggio del popolo di Dio, il quale cerca l'incontro con la Madre di Dio per trovare, nel raggio della materna presenza di «colei che ha creduto», il consolidamento della propria fede. Infatti, nella fede di Maria, già all'annunciazione e compiutamente ai piedi della Croce, si è riaperto da parte dell'uomo quello spazio interiore, nel quale l'eterno Padre può colmarci «di ogni benedizione spirituale»: lo spazio della «nuova ed eterna Alleanza». Questo spazio sussiste nella Chiesa, che è in Cristo «un sacramento dell'intima unione con Dio e dell'unità di tutto il genere umano». Nella fede, che Maria professò annunciazione come «serva del Signore» e nella quale costantemente «precede» il popolo di Dio in cammino su tutta la terra, la Chiesa «senza soste tende a ricapitolare tutta l'umanità ... in Cristo capo, nell'unità dello Spirito di lui».



Intervento in occasione del Regina Caeli (23 maggio 2010)

(...) Non c’è dunque Chiesa senza Pentecoste. E vorrei aggiungere: non c’è Pentecoste senza la Vergine Maria. Così è stato all’inizio, nel Cenacolo, dove i discepoli "erano perseveranti e concordi nella preghiera, insieme ad alcune donne e a Maria, la Madre di Gesù, e ai fratelli di lui" – come ci riferisce il libro degli Atti degli Apostoli (1,14). E così è sempre, in ogni luogo e in ogni tempo. Ne sono stato testimone anche pochi giorni fa, a Fatima. Che cosa ha vissuto, infatti, quell’immensa moltitudine, nella spianata del Santuario, dove tutti eravamo un cuore solo e un’anima sola, se non una rinnovata Pentecoste? In mezzo a noi c’era Maria, la Madre di Gesù. E’ questa l’esperienza tipica dei grandi Santuari mariani - Lourdes, Guadalupe, Pompei, Loreto - o anche di quelli più piccoli: dovunque i cristiani si radunano in preghiera con Maria, il Signore dona il suo Spirito.

fonte Zenit